giovedì 12 giugno 2014

La rivoltella

"Il treno vi giungerà fra un'ora e vi si 
fermerà dieci minuti. In dieci minuti si possono ben scambiare 
alcuni colpi di rivoltella"
Cap XXIX, pag. 197



“Sul marciapiede trovò il suo domestico, il quale gli chiese se,
prima di prendere la ferrovia del Pacifico, non fosse prudente
comprare alcune dozzine di carabine Enfield o di rivoltelle”
Cap XXV, pag. 165


“Tornarono all’International Hotel, dove Passepartout aspettava il
padrone, armato di una mezza dozzina di revolver-pugnali a sei colpi
e a percussione centrale.”
Cap XXVI, pag 168


La rivoltella, o revolver, è una pistola a ripetizione a canna corta. La sua introduzione si ha nel XIX secolo come evoluzione concettuale di un tipo di pistola multicanna. La rivoltella sfrutta un tamburo, che appunto la caratterizza, capace di ruotare infinite volte intorno al suo asse permettendole lo sparo di più proiettili.

lunedì 9 giugno 2014

I piroscafi
(terza parte)

"Il piroscafo, che compiva la traversata da Yokohama a San
Francisco, apparteneva alla compagnia del Pacific Mail Steam e si
chiamava General Grant. Era un grande steamer a ruote, che
stazzava duemilacinquecento tonnellate, ben attrezzato e capace di
una grande velocità. Un enorme bilanciere si alzava e s'abbassava
successivamente al di sopra del ponte; all'una delle sue estremità si
articolava il braccio di un pistone e all'altra quello di una biella che,
trasformando il movimento rettilineo in movimento rotatorio, 
sapplicava direttamente all'albero delle ruote.”                                                 
                                                                                                                                                                                  Cap. XXIV, pag. 158

sabato 7 giugno 2014

L’orologio

“Aveva la risorsa di vendere il suo orologio, è vero; ma, piuttosto che farlo, avrebbe preferito morire di fame.”
Cap XXIII, pag. 150

“Il mio orologio? Un orologio di famiglia, che mi viene dal mio
bisnonno! Non si sposta di cinque minuti in un anno. È un vero cronometro!”
Cap VIII, pag. 46

“Si ricorderà che il testardo giovane aveva voluto assolutamente conservare l'ora di Londra sul suo famoso orologio di famiglia, ritenendo false tutte le ore dei paesi che attraversava. Quel giorno, benché egli non l'avesse mai messo né avanti né indietro,
l'orologio si trovò d'accordo con il cronometro di bordo.”
Cap XXIV, pag. 160


Approfondimento, Storia dell’orologio: http://www.tempodiorologi.com/storia-dell-orologio/

giovedì 5 giugno 2014

Il palanchino

“Nessuno avrebbe potuto dire che cosa egli pensasse, quando seppe
che il suo domestico non era rientrato in albergo. Si limitò a prendere
il sacco, fece avvertire la signora Auda, e mandò a cercare un
palanchino.”
Cap. XIX, pag. 118

”Passepartout, con le mani in tasca, si avviò al porto di Victoria,
guardando i palanchini, i, carrettini a vela, ancora in uso nel Celeste
Impero, e la folla di cinesi, di giapponesi e di europei che popolava le vie”.
                                               Cap. XX, pag. 127


Il palanchino è una sorta di portatina che era usata in oriente per il trasporto di personaggi illustri. È possibile trovare una similitudine con l’uso che di questo mezzo viene fatto nel sud Italia, esso infatti è usualmente utilizzato in occasioni delle processioni religiose per il trasporto del santo da venerare.

martedì 3 giugno 2014

I piroscafi
(seconda parte)


“Ma la colpa era più del Rangoon che del mare, e i passeggeri, che in maggioranza si sentirono male, dovettero addebitare al piroscafo il loro disagio. Infatti, le navi della Compagnia Peninsulare, che fanno il servizio nei mari della Cina, hanno un grave difetto di costruzione. Il rapporto fra la loro linea di immersione e la loro capacità è mal calcolato e, per conseguenza, esse offrono una debole resistenza al mare. Il volume del loro scafo chiuso, impenetrabile all'acqua, è insufficiente. Sono «annegate», per usare un'espressione marinaresca, e, data questa loro disposizione, bastano poche ondate lanciate a bordo per modificare la loro andatura. Quelle navi, dunque, sono molto inferiori - se non per il macchinario e l'apparecchio evaporatore - ai tipi delle Messaggerie Francesi, come l'Imperatrice e il Cambridge. Secondo il calcolo degli ingegneri, mentre questi ultimi possono imbarcare un peso d'acqua pari al loro peso prima di affondare, i piroscafi della Compagnia Peninsulare, il Golconda, il Corea e il Rangoon, non potrebbero sostenere la sesta parte del loro peso senza colare a fondo.”
Cap XVII,  pag 109


Si presume che il “Rangoon” sia un nome inventato dall’ autore, riporto un’immagine di un generico piroscafo del periodo in cui si svolge la vicenda, cioè gli anni ’80 del XIX secolo.







Link immagine:

lunedì 2 giugno 2014

Il telescopio

“Venne la notte. Passepartout rientrò nella città indigena ed errò per le strade in mezzo alle lanterne multicolori, guardando i gruppi di saltimbanchi eseguire i loro prodigiosi esercizi, e gli astrologi all'aria aperta che raccoglievano la folla intorno ai loro telescopi.”
Cap XXII,pag 148




Il telescopio, derivato dal greco “τηλε” che significa «lontano» e “σκοπεῖν” ovvero «guardare, vedere», è  uno strumento dal funzionamento abbastanza semplice la cui invenzione viene comunemente attribuita a Galileo Galilei. Egli ebbe, in realtà, il merito di perfezionarne un esemplare progettato da un ottico olandese nel 1608, e quindi di presentarlo a Venezia nel 1609 come sua opera.  Grazie a questa invenzione si potè intraprendere la strada dell’astrologia e quindi una strada volta verso teorie matematiche più avanzate. 

domenica 1 giugno 2014

Le navi pilota

"Erano le tre. L'imbarcazione-pilota n. 43, con il suo equipaggio a bordo e i viveri imbarcati, era pronta. La Tankadère era una graziosa piccola goletta di venti tonnellate, di prua molto sottile, snella e molto lunga di chiglia. Si sarebbe detta uno yacht da corsa. Gli ottoni lucenti, i ferri galvanizzati, il ponte bianco come l'avorio indicavano che il padrone John Bunsby sapeva tenerla in buono stato. I suoi due alberi erano un po' inclinati all'indietro. La goletta aveva randa, vela di trinchetto, trinchettina, fiocchi, controrande, e poteva alzare una vela di fortuna per il vento di poppa. Doveva filare meravigliosamente, e infatti aveva già guadagnato diversi premi nelle gare fra navi pilota."
Cap XX,pag 131